Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare il blog! Viene presentata oggi in una location d’eccezione (sulla nuova portaerei Cavour della Marina Militare Italiana ancorata a La Spezia) la FIAT PUNTO EVO, ultimo capitolo di una storia che inizia nel lontano 1993, anno in cui fece la sua apparizione sul mercato la prima Punto. Da quel mese di novembre di strada ne ha fatta (sette milioni gli esemplari venduti fino ad oggi) ponendosi fin dalla sua nascita al vertice della categoria e delle vendite. Fiat ha investito sul progetto Punto Evo ben 220 milioni di euro per cercare in prima battuta di consolidare quella leadership sul mercato italiano poco intaccata da altri modelli come Renault Clio o Peugeot 207 che, senza volere togliere nulla a queste ultime, non sono mai state in grado di impensierire la “compatta” torinese. Un secondo obiettivo è cercare di aumentare la presenza del marchio Fiat negli altri paesi europei e inoltre adeguare alla oramai inevitabile legge del family-feeling (molti sono i richiami ad altri modelli Fiat, nel frontale alla 500 e nella plancia alla Bravo) un modello che a detta di tutti era esteticamente riuscito, soprattutto per la capacità di Giugiaro di aver conferito alla Grande Punto un frontale da Grande! (la fanaleria anteriore ricalca nel design quella vista sulla Maserati 3200 GT, opera dello stesso Giugiaro).La Punto Evo si presenta con una linea esterna che mantiene le dimensioni, (centimetro più centimetro meno) della Grande Punto, che rimarrà ancora a listino con una gamma ridotta. Gli interventi maggiori si sono concentrati nel frontale soprattutto per quanto riguarda lo scudo paraurti ora di nuovo disegno con grandi prese d’aria fendinebbia circolari e sul bordo alto al limite del cofano motore il logo Fiat al centro di due grossi baffi cromati (500 docet). Il risultato che ne consegue è di dubbio gusto, con una linea che risulta appesantita e quasi barocca tanti sono gli orpelli che sono stati aggiunti e che faticano ad integrarsi con il resto; è così per il fascione, disponibile in colori diversi, inserito sia nel paraurti anteriore che posteriore, stessa cosa per la fanaleria e per le grosse prese d’aria.
All’interno la plancia si presenta con un look completamente nuovo, mantenendo come unico legame con la serie precedente la presenza di pochi portaoggetti, piccoli e a volte inutilizzabili! Strumentazione come dicevamo che ricalca lo stile già visto sulla Bravo e parte frontale disponibile in diversi colori per continuare una strada (poco felice visto anche la tendenza a perdere colore) inaugurata con la Grande Punto ed ereditata da altri modelli del gruppo come la MiTo.
Un ulteriore passo avanti è stato fatto grazie al nuovo Blue&Me Tom Tom (equipaggiamento opzionale), un navigatore touch screen multifunzione che nasce della collaborazione tra Magneti Marelli, Microsoft e Tom Tom integrando funzioni come il telefono cellulare, il trip computer e il lettore Mp3, oltre alla diagnosi in tempo reale della qualità di guida del conducente. Integrato nella parte superiore della plancia, il Blue&MeTom Tom è asportabile come un qualsiasi navigatore portatile.
Alla voce motori vengono confermate fin da subito le alimentazioni a metano e gpl, nuovi motori Multiair e gli oramai immancabili Multijet, migliorati e sempre più prestazionali. Non resta altro da fare che aspettare il week-end del 10 e 11 ottobre quando la Punto Evo farà la sua comparsa nelle concessionarie e si farà conoscere al grande pubblico; da quel giorno in avanti capiremo se questo nuovo modello, come 500, Panda e Bravo, sarà un successo. Noi crediamo di sì, anche se da appassionati ci chiediamo come mai un’auto esteticamente riuscita ed ancora molto valida come la Grande Punto venga resa una vittima della fobia da restyling, (che affligge un po’ tutte le case automobilistiche in questi ultimi anni), dove per inserire dettagli legati al family feeling della marca o particolari legati a modelli di successo, spesso si compiono operazioni di chirurgia estetica quanto mai invasive, intervenendo soltanto superficialmente per mantenere vivo l’interesse sul modello, senza però colmare le lacune sottopelle.

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