Soltanto cinque. Dal 4 all’8 dicembre 2009. Solo cinque giorni di gare e assenza totale, o quasi, delle aree espositive dedicate alle case. Il Motorshow 2009 si presenta così. Tra numerose incertezze, gran parte delle case automobilistiche (gruppo Fiat su tutte) ha dichiarato di non partecipare all’evento, aggiungendosi a Renault, Bmw, Mini e al tentennamento del gruppo Volkswagen, che hanno portato gli organizzatori a rivedere la formula senza poter di fatto annullare un evento già organizzato e programmato. Troppi sarebbero stati i soldi persi. La formula dell’EDIZIONE STRAORDINARIA (così è stata soprannominata) non è altro che un ritorno alle orgini; nelle prime edizioni del Motorshow, infatti, non erano presenti le case automobilistiche, a farla da padrone erano le gare di tipo diverso e le varie esibizioni nelle aree esterne. Nel corso degli anni abbiamo assistito all’arrivo graduale di tutte le case automobilistiche fino a far entrare il Motorshow (vista anche la fine del Salone Di Torino) nel circuito dei saloni internazionali. E fino a qui la storia sembra bella. Una manifestazione neonata che cresce e diventa grande. Se non fosse per il fatto che da un po’ di anni a questa parte il Motorshow è degenerato, diventando una specie di enorme bazar dell’auto e non un salone internazionale. Per noi che lo abbiamo vissuto fin dalle prime edizioni non capiamo cosa possano avere a che fare con l’auto enormi videogiochi nelle aree esterne ed immensi banchetti di merchandisng vario. Ma questo, forse, ha una sua spiegazione nell’avidità di un ente fiera e di una società organizzatrice sempre alla ricerca di denaro, trascurando però l’oggetto principale della manifestazione: l’auto! E così oggi ci troviamo a rimpiangere il passato e a guardare il futuro con un paese come l’Italia senza un salone dell’auto. Noi crediamo che i colpevoli (dall’ente fiera, alla società organizzatrice passando per le stesse case automobilistiche) di quanto accaduto, prima con il Salone di Torino ed ora con il Motorshow, debbano avere almeno la decenza di ammettere i propri errori.martedì 13 ottobre 2009
MOTORSHOW 2009: LA FINE DI UN'EPOCA.
Soltanto cinque. Dal 4 all’8 dicembre 2009. Solo cinque giorni di gare e assenza totale, o quasi, delle aree espositive dedicate alle case. Il Motorshow 2009 si presenta così. Tra numerose incertezze, gran parte delle case automobilistiche (gruppo Fiat su tutte) ha dichiarato di non partecipare all’evento, aggiungendosi a Renault, Bmw, Mini e al tentennamento del gruppo Volkswagen, che hanno portato gli organizzatori a rivedere la formula senza poter di fatto annullare un evento già organizzato e programmato. Troppi sarebbero stati i soldi persi. La formula dell’EDIZIONE STRAORDINARIA (così è stata soprannominata) non è altro che un ritorno alle orgini; nelle prime edizioni del Motorshow, infatti, non erano presenti le case automobilistiche, a farla da padrone erano le gare di tipo diverso e le varie esibizioni nelle aree esterne. Nel corso degli anni abbiamo assistito all’arrivo graduale di tutte le case automobilistiche fino a far entrare il Motorshow (vista anche la fine del Salone Di Torino) nel circuito dei saloni internazionali. E fino a qui la storia sembra bella. Una manifestazione neonata che cresce e diventa grande. Se non fosse per il fatto che da un po’ di anni a questa parte il Motorshow è degenerato, diventando una specie di enorme bazar dell’auto e non un salone internazionale. Per noi che lo abbiamo vissuto fin dalle prime edizioni non capiamo cosa possano avere a che fare con l’auto enormi videogiochi nelle aree esterne ed immensi banchetti di merchandisng vario. Ma questo, forse, ha una sua spiegazione nell’avidità di un ente fiera e di una società organizzatrice sempre alla ricerca di denaro, trascurando però l’oggetto principale della manifestazione: l’auto! E così oggi ci troviamo a rimpiangere il passato e a guardare il futuro con un paese come l’Italia senza un salone dell’auto. Noi crediamo che i colpevoli (dall’ente fiera, alla società organizzatrice passando per le stesse case automobilistiche) di quanto accaduto, prima con il Salone di Torino ed ora con il Motorshow, debbano avere almeno la decenza di ammettere i propri errori.
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